Meta e Snapchat puntano forte sugli occhiali con AI. Ma il pubblico non ci sta. Il sentiment negativo cresce, e minaccia di far deragliare i piani dei due colossi. Per agenzie, social media manager e imprese italiane, questa resistenza non è solo una notizia tech. È un segnale concreto su come i consumatori reagiscono alla tecnologia invasiva. E su come dovete posizionarvi.
Il problema: la fotocamera spaventa i consumatori
Secondo un’analisi pubblicata su Social Media Today, il backlash contro gli occhiali AI è reale e misurabile. La presenza di una fotocamera integrata solleva timori di privacy non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. In Italia, dove il Garante è già molto attento, il rischio reputazionale per un brand che sponsorizza o adotta questi dispositivi è alto. Le campagne social basate su content creator che indossano occhiali con telecamera potrebbero innescare polemiche e perdita di fiducia.
Un'alternativa che ascolta, non filma
Halliday, nel frattempo, presenta i nuovi occhiali G2. La scelta è radicale: nessuna fotocamera, solo audio. I G2 ascoltano e riassumono le riunioni di lavoro, senza riprendere volti o spazi. Come riportato da Wired, questa proposta elimina il fattore creepy che frena l’adozione di massa. Un prodotto che non filma aggira il problema del consenso visivo e apre a scenari di uso professionale molto più accettabili. Per un’agenzia, potrebbe diventare uno strumento per prendere appunti in riunioni con clienti o per creare contenuti audio originali, senza rischi di privacy.
Cosa cambia per agenzie e brand italiani
Due lezioni immediate. La prima: se state valutando di integrare gli occhiali AI nelle vostre strategie di influencer marketing o di produzione di contenuti, dovete monitorare il sentiment. Una campagna che mostra persone con telecamera addosso in contesti pubblici può trasformarsi in un boomerang. La seconda: l’audio-only è una via da esplorare. Formati come resoconti vocali, interazioni sonore con l’AI, podcast leggeri generano engagement senza la zavorra della privacy visiva. Non è un caso che la domanda di contenuti audio stia crescendo.
Proprio come accaduto con le proteste degli studenti contro Google, che abbiamo analizzato in questo articolo, il pubblico punisce i brand che forzano tecnologie non gradite. E se parliamo di automazione, anche rispondere ai clienti senza essere sempre online – come spieghiamo nel pezzo su DM Automation su Instagram – richiede la stessa attenzione al consenso e alla trasparenza.
In Zenith OS monitoriamo il sentiment in tempo reale su tutti i canali social. Quando emerge un trend come questo, lo intercettiamo subito e lo trasformiamo in un suggerimento strategico per i nostri clienti. Perché ignorare la voce dei consumatori è il lusso che nessuna agenzia può più permettersi.
